I prezzi dell’oro si mantengono saldamente sopra la soglia psicologica dei 4.100 dollari l’oncia. A spingere le quotazioni contribuiscono i segnali di debolezza provenienti dal mercato del lavoro statunitense, che rafforzano le aspettative di futuri tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Contemporaneamente, gli investitori monitorano Washington, dove il Congresso sembra finalmente vicino a porre fine al prolungato shutdown governativo.
Il focus sui dati e la Fed
Nelle prime contrattazioni a New York, i futures hanno mostrato un progresso dello 0,3%, raggiungendo i 4.128,70 dollari l’oncia troy, mentre l’oro spot ha registrato un rialzo simile, attestandosi a 4.126,51 dollari. Dopo un guadagno consolidato in tre giorni, il lingotto ha mostrato una certa volatilità. Gli operatori, infatti, sono in attesa di nuovi dati economici, la cui pubblicazione era stata ritardata dalla chiusura degli uffici governativi. Gli ultimi dati privati sull’occupazione, indicando un chiaro indebolimento, hanno aumentato significativamente la probabilità di ulteriori interventi accomodanti da parte della banca centrale statunitense.
La fine dello stallo a Washington
Il mercato, tuttavia, rimane cauto, con gli occhi puntati sulla fine imminente di quello che è stato il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti, durato oltre 40 giorni. Il Senato ha già approvato un pacchetto di spesa temporaneo, sostenuto da un gruppo bipartisan di otto democratici centristi. Ora la palla passa alla Camera, controllata dai repubblicani, che si riunirà mercoledì per esaminare la proposta e, presumibilmente, riaprire il governo.
Prese di profitto e deflussi dagli ETF
Nonostante la recente ripresa, l’oro si è comunque ritirato dal livello record di oltre 4.380 dollari toccato il mese scorso. Molti investitori hanno deciso di capitalizzare i guadagni, procedendo con prese di profitto dopo un rally che alcuni temevano fosse stato eccessivo e troppo rapido. In una netta inversione di tendenza, i fondi negoziati in borsa (ETF) garantiti dall’oro hanno registrato tre settimane consecutive di deflussi netti, secondo i dati compilati da Bloomberg. Nel frattempo, sul mercato valutario, il dollaro ha mostrato un leggero rialzo dopo cinque giorni consecutivi di perdite.
Il quadro generale rimane solido
Malgrado questa fisiologica correzione, il metallo prezioso rimane saldamente in corsa per la sua migliore performance annuale dal 1979, vantando un guadagno superiore al 55% da inizio anno. A sostenere il prezzo contribuiscono diversi fattori strutturali, tra cui gli acquisti elevati e costanti da parte delle banche centrali globali.
L’analisi di mercato
Secondo Hebe Chan, analista di Vantage Markets a Melbourne, il rimbalzo dell’oro sopra i 4.100 dollari riflette un’inquietudine più profonda, che si cela sotto l’ottimismo generale per la riapertura del governo. “Gli effetti a catena persistenti del più lungo shutdown governativo nella storia degli Stati Uniti hanno probabilmente lasciato un segno duraturo”, ha affermato Chan. “Questo fattore mantiene viva la domanda di oro come bene rifugio, nonostante il più ampio clima di ritrovata propensione al rischio.”