Carlos Alcaraz non ha ancora smesso di guardare i video di quella rimonta incredibile contro Jannik Sinner al Roland Garros. Durante i pochi giorni di relax trascorsi a Ibiza, tra una serata e l’altra, il fenomeno di El Palmar ha rivisto quelle immagini quasi con incredulità. Racconta, dal nuovo Media Center del Queen’s, che gli sembra ancora impossibile aver portato a casa quella partita, nonostante ne abbia discusso a lungo con gli amici. Adesso però la terra battuta è già il passato e l’attenzione si sposta sul verde di Londra. Alcaraz arriva all’All England Club come l’uomo da battere, campione in carica sia a Wimbledon che a Parigi, ma con la consapevolezza che il suo rivale numero uno non ha intenzione di restare a guardare.

Il fattore mentale secondo Carlos

Nonostante una striscia positiva che lo vede avanti 8-4 nei precedenti contro l’azzurro, avendo vinto tutti gli ultimi cinque scontri diretti degli ultimi due anni, Alcaraz non vuole sentire parlare di un presunto vantaggio psicologico. Lo spagnolo, con la sua solita umiltà, mette subito le mani avanti: certe sconfitte bruciano, lo sa bene per esperienza personale, ma questo non significa aver “rotto” la resistenza mentale di Sinner. Jannik è il numero uno del mondo per una ragione e Carlos si aspetta di trovarsi di fronte un giocatore ancora più motivato e pericoloso. I due si rispettano molto, si definiscono amici anche se non intimi, e Alcaraz sa bene che l’erba è una superficie che esalta il gioco dell’italiano.

Sinner e la nostalgia della sfida

Dall’altra parte della rete, la sensazione di mancanza è reciproca. Nonostante l’inizio di stagione trionfale per entrambi, il 2026 non ha ancora regalato agli appassionati un confronto diretto tra i due giganti. Proprio alla vigilia del torneo di Montecarlo, Sinner ha ammesso candidamente quanto gli manchi affrontare Alcaraz. Carlos è il rivale che lo spinge a superare i propri limiti, quel tipo di avversario che ti costringe a dare il cento per cento ogni singolo secondo. Il cammino verso una finale è sempre pieno di insidie e nessuno dei due dà per scontata la sfida decisiva, ma la voglia di incrociare nuovamente le racchette è evidente. Il tabellone del Principato, che li vede ai lati opposti come prime teste di serie, alimenta le speranze di una nuova finale epica.

La crescita costante e il riconoscimento dei grandi

Il percorso di Sinner non è passato inosservato nemmeno ai veterani del circuito. Già qualche anno fa, dopo un match a Montecarlo, Novak Djokovic aveva speso parole di grande stima per l’altoatesino, rimanendo colpito non solo dal suo talento puro, ma soprattutto dalla sua professionalità e dalla dedizione quotidiana. Nole aveva visto lungo, notando una maturità superiore rispetto ai coetanei, una capacità di restare solido e costante che oggi lo ha portato a guidare i precedenti proprio contro il serbo con sei vittorie su undici incontri. Sinner ha dimostrato di saper giocare ai massimi livelli su ogni superficie, ed è per questo che Alcaraz lo teme in vista di Wimbledon.

Tra critiche e ambizioni

Alcaraz è tornato a Londra carico, nonostante qualche critica piovuta per la sua fuga a Ibiza tra un torneo e l’altro. Difende la sua scelta, spiegando la necessità di staccare la spina mentalmente prima di tuffarsi nella stagione sull’erba. Al Queen’s, dove l’anno scorso si fermò agli ottavi contro Draper, vuole dimostrare che il trionfo parigino non è stato un caso e che il riposo gli ha dato la spinta necessaria. Intanto Davidovich, suo primo avversario, è avvisato. Ma il vero obiettivo rimane quello scontro con Sinner che tutto il mondo del tennis sta aspettando: una possibile rivincita a Wimbledon che, a soli quattro settimane di distanza, sembra già all’orizzonte.