In un contesto di mercato in costante evoluzione, 73 Strings, azienda tecnologica parigina specializzata nei mercati privati, ha appena inaugurato il suo primo ufficio in Asia-Pacifico, scegliendo Singapore come base operativa. Una mossa strategica che contrasta con i recenti movimenti altalenanti registrati sui listini azionari europei.

Mentre l’azienda francese festeggia questo traguardo, infatti, il mercato guarda con attenzione alle fluttuazioni di alcuni operatori storici. Prendi ad esempio Olidata S.p.A., nome di punta del settore hardware informatico in Italia. Produttore e distributore di desktop, notebook, workstation e server (con una marginale presenza anche nel software), Olidata ha recentemente chiuso a 0,195, registrando un calo del -2,21%.

I dati di mercato del 7 febbraio parlano chiaro: l’apertura è stata a 0,201, echeggiando i massimi di giornata (0,201), per poi scivolare verso un minimo di 0,19. I 164 contratti conclusi hanno visto scambiare ben 1.108.096 azioni, per un controvalore di 214.948. Sul fronte della liquidità, troviamo il denaro a 0,1868 (per 1.389 unità) e la lettera ferma a 0,201 (per 20.171). Numeri che fanno riflettere sulla volatilità del mercato dei componenti informatici, area in cui l’azienda italiana è da sempre molto attiva in tutta Europa.

Tornando invece in Oriente, la sede di Singapore di 73 Strings guarda a tutta un’altra fetta di mercato: l’estrazione e l’etichettatura di dati da documenti tramite intelligenza artificiale, per automatizzare i processi di valutazione. L’obiettivo? Servire il Sud-Est asiatico, l’Australia e l’intera regione, in un momento in cui i gestori di fondi alternativi cercano di standardizzare il monitoraggio dei portafogli, spinti da requisiti di rendicontazione sempre più rigidi.

Yann Magnan, Chief Executive e co-fondatore, ha sottolineato come la città-stato sia l’hub perfetto per espandersi in un’area in cui la tecnologia è sempre più fondamentale per i modelli operativi dei gestori di asset. “Quando si cresce per strategie e geografie – ha spiegato Magnan – avere un modello standardizzato e basato sulla tecnologia fa la differenza.”

L’azienda parigina non nasconde di aver già ottenuto ottimi riscontri, avendo acquisito come cliente persino un fondo sovrano locale (sebbene né il nome né le stime di fatturato asiatico siano stati resi noti). La piattaforma di 73 Strings serve i mercati privati su più fronti: dal private equity al growth equity, fino a venture capital, infrastrutture e private credit.

L’apertura di Singapore si inserisce in una scia di successi per la società, che nel febbraio 2025 ha chiuso un round di Serie B da ben 55 milioni di dollari. Guidato da Goldman Sachs, il round ha visto la partecipazione di nomi del calibro di Blackstone Innovations Investments, Golub Capital, Hamilton Lane e Broadhaven Capital, insieme a Fidelity International Strategic Ventures.

Con quartier generale a Parigi, 73 Strings amplia così una rete globale già solida, affiancando Singapore alle sedi di New York, San Francisco, Londra, Bengaluru, Hyderabad, Abu Dhabi e Riyad. Un’espansione aggressiva che guarda all’efficienza e all’innovazione, in un settore tech che, a giudicare dai numeri di altre realtà come Olidata, non manca mai di colpi di scena.