Massimiliano Allegri non è tipo da troppi giri di parole e per il suo nuovo Milan ha puntato l’indice su un profilo ben preciso: Dusan Vlahovic. Il casting per l’attacco rossonero è apertissimo. Con Tammy Abraham che rifà le valigie in direzione Roma e Luka Jovic ormai con un piede fuori da Milanello, l’unico vero terminale offensivo rimasto a disposizione è Santiago Gimenez. Un po’ pochino per una dirigenza che ha l’imperativo categorico di rimettere subito in piedi una rosa da Champions League. Ecco perché Igli Tare sta lavorando sotto traccia per regalare al tecnico un peso massimo da affiancare al messicano. I bookmaker, che raramente prendono abbagli quando si tratta di spostamenti di mercato, stanno già tagliando le quote del serbo in rossonero: Sisal e Gazzabet lo bancano a 2.75, mentre Snai è scesa a 5.00. I contatti fervono, le lavagne delle agenzie si adeguano.
Il vero scoglio per il Diavolo rimane il vil denaro. Vlahovic viaggia su un ingaggio da 12 milioni di euro a stagione, di fatto il paperone indiscusso della Serie A, e ha ancora un anno di contratto con la Juventus. Per riabbracciare Max, l’unica strada percorribile è un taglio netto a una bella fetta del suo cachet, magari spalmando l’ingaggio su un contratto pluriennale. La strategia in via Aldo Rossi non ammette deroghe: prima si fa cassa piazzando gli esuberi e alleggerendo il monte ingaggi, poi si va all’assalto pesante per il centravanti.
Se i rossoneri fanno i conti al centesimo, sull’altra sponda del Naviglio si rischia grosso sul fronte delle relazioni internazionali. L’Inter sta facendo letteralmente saltare i nervi al Liverpool e il pomo della discordia ha un nome e un cognome: Curtis Jones. L’ultima offensiva recapitata in Inghilterra, un’offerta da 25 milioni di euro (circa 29 milioni di dollari), è rimbalzata in malo modo contro le mura di Anfield. I Reds valutano il proprio centrocampista non meno di 35 milioni di sterline e percepiscono le manovre interiste quasi come un insulto. A Liverpool serpeggia una certa irritazione; considerano Marotta e soci poco seri in un’estate in cui i prezzi per la mediana sono schizzati alle stelle ovunque. Avendo l’Inter fatto circolare la voce che il proprio limite invalicabile di spesa per l’inglese si aggira sui 27 milioni di dollari, Jones è ormai destinato a non muoversi dal Merseyside.
Ma la vera doccia fredda che ha spiazzato l’ambiente interista e che racconta molto bene il momento del calcio italiano, si è consumata su un altro tavolo. Da settimane la dirigenza tallonava Marco Palestra, l’interessantissimo terzino ventunenne scuola Atalanta. Sembrava un’operazione ben indirizzata, finché il Chelsea non ha deciso di entrare a gamba tesa sull’affare. I Blues hanno spazzato via la concorrenza mettendo sul piatto della Dea una mostruosità da 68 milioni di dollari (52 milioni di sterline). E per scongiurare qualsiasi dubbio o esitazione, i londinesi hanno sventolato sotto il naso del ragazzo un contratto che doppia al centesimo la proposta economica dell’Inter. È la fotografia spietata del mercato odierno, dove le milanesi provano a fare la voce grossa con il blasone e le idee, ma finiscono per rimbalzare contro i muri di gomma della Premier League.